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CONFERENZA STAMPA DIBATTITO: “LA VERITA’ SUL CSS”

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CONFERENZA STAMPA-DIBATTITO

VENERDI’ 28 GIUGNO DALLE ORE 11.00 – SALA DELLA PARTECIPAZIONE PALAZZO CESARONI

“LA VERITA’ SUL CSS”

Dopo la presa di posizione ufficiale delle lobby del cemento umbro sulla questione del CSS (combustibile solido secondario), nel convegno del 21 giugno scorso, in cui i cittadini e i loro comitati sono stati descritti come un grave ostacolo alla c.d. valorizzazione energetica dei rifiuti, tanto da far affermare a taluno che ciascun comitato dovrebbe risarcire ai privati milioni di Euro di mancati guadagni, ancora più motivato e deciso di prima, il Coordinamento regionale rifiuti zero scende in campo contro il CSS, ricordando ai decisori politici e ai gruppi economici il diritto costituzionale alla partecipazione dei cittadini all’adozione delle scelte che incidono sulla loro salute e sul loro ambiente.

COORDINAMENTO REGIONALE UMBRO RIFIUTI ZERO

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COMUNICATO STAMPA

NO INC
  No al secondo incenerito​re a Terni. Printer va smantellato

Abbiamo voluto portare alla luce una notizia che ha dell’incredibile se non fosse vera, e cioè l’ipotesi di acquisto dell’impianto di incenerimento a pirolisi di Printer srl da parte della Tozzi Holding Spa di Ravenna.
Questa impresa attraverso una sua controllata, la Tozzi Renewable Energy spa, ha costituito una società, la Terni Biomassa srl che ha come oggetto la produzione di energia da fonti rinnovabili. Cioè l’ennesima operazione di speculazione economica legata agli incentivi pubblici dati alle fonti “rinnovabili” che ormai abbiamo capito sono uno degli inganni della tanto decantata green economy. Tra l’atro la Tozzi ha disseminato la Puglia di centrali a biomasse creando ogni volta forte opposizione sui territori investiti da questi progetti. Fa parte poi delle multinazionali che in Africa comprano immensi appezzamenti di terra per coltivare piante da cui ottenere “bio”carburanti, fenomeno conosciuto come land grabbing “arraffa terra”, che genera spesso allontanamenti forzati di intere comunità, come testimonia anche una camapgna di Action Aid. Il tutto ammantato dalla retorica green,e da collaborazioni con diverse università e centri di ricerca. La scienza, lo sappiamo, non sempre fa scelte libere.
Ovviamente invitiamo la Tozzi a desistere dai suoi intenti o ci troverà fermi nell’opposizione. Invitiamo Sindaco e Regione a verificare urgentemente se l’impianto Printer è in possesso di Autorizzazione Integrata Ambientale e la sua durata, e soprattutto ad impedire quest’ulteriore affronto alla città di Terni che ha già il suo bel da fare con l’inceneritore di ACEA, la cui partita è ancora aperta.
La Regione acquisti l’impianto, lo smantelli e sull’area faccia nascere il Polo del Riciclo con ASM, avviando una gestione virtuosa e pubblica dei rifiuti. Questa è l’unica cosa degna di senso da fare. Non ci potranno essere soluzioni intermedie.
Comitato No Inceneritori Terni

COMUNICATO STAMPA

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  SEMINARIO PROPOSTA DI LEGGE “RIFIUTI ZERO”

Lo scorso gennaio a Roma si è costituita la Campagna Legge Rifiuti Zero.
Organizzazioni locali e nazionali si sono raccolte attorno alla proposta di legge di iniziativa popolare “Legge Rifiuti Zero” la cui stesura è stata curata da centinaia di gruppi e movimenti.
Questa iniziativa, che modifica la legge 152/2006 (il cosiddetto ‘Codice dell’Ambiente’), si richiama sia alla direttiva quadro 2008/98 che stabilisce le priorità nella gestione dei rifiuti, sia alla risoluzione del Parlamento europeo del maggio 2012 “Un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse”.
Tra i principi ispiratori della proposta vi sono:
– la protezione dell’ambiente e della salute umana, secondo gli indirizzi della Carta di Ottawa del 1986;
– il rafforzamento della prevenzione primaria delle malattie legate a una cattiva gestione dei rifiuti;
– un’informazione trasparente e la partecipazione dei cittadini alle decisioni in materia di ambiente e gestione dei rifiuti.
La proposta scaturisce dalla necessità di una gestione intelligente e sostenibile delle risorse che si ispiri alla massimizzazione della riduzione, del riutilizzo e del riciclaggio dei rifiuti, minimizzando lo smaltimento, il recupero di energia e di materiale diverso dal riciclaggio, con l’obiettivo di ridurre queste voci a zero nel 2020. Da qui il nome “Legge Rifiuti Zero”. Per perseguire tale finalità, la proposta si presenta piuttosto dettagliata.
Interessanti sono le misure volte a ridurre la produzione di rifiuti e quelle per incentivare il loro riuso e riciclo.
A questa iniziativa ha partecipato anche il Coordinamento regionale umbro Rifiuti Zero. Per presentare questa iniziativa in Umbria sabato 9 marzo 2013 a Deruta presso il ristorante Asso di Coppe alle ore 10,00 si terrà un seminario informativo con dibattito.
Siete tutti invitati a partecipare Coordinamento regionale Rifiuti Zero Marco Montanucci

SEMINARIO INFORMATIVO E DIBATTITO LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE ‘RIFIUTI ZERO’

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IL COORDINAMENTO REGIONALE RIFIUTI ZERO UMBRIA

VI ASPETTA SABATO 9 MARZO 2013

A DERUTA (PERUGIA) PRESSO L’HOTEL ASSO DI COPPE

IN VIA TIBERINA 116 (Strada Statale E45)

DALLE 10,00 ALLE 13,30

PER UN SEMINARIO INFORMATIVO E DIBATTITO DI APPROFONDIMENTO

CON MASSIMO PIRAS REFERENTE ‘ZERO WASTE LAZIO’

SUL TESTO DELLA LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE

‘RIFIUTI ZERO’

Per info e comunicazioni: rifiutizeroumbria@gmail.com

SITI DI RIFERIMENTO:

http://www.leggerifiutizero.it/

http://rifiutizeroumbria.blogspot.it/

Alla fine del Seminario è previsto il pranzo con il Cooridinamento e Massimo Piras. Chi volesse, entro giovedi 7, puo’ richiedere prenotazione a rifiutizeroumbria@gmail.com

volantino INIZIATIVA

Comunicato stampa della Campagna Nazionale “Legge Rifiuti Zero”

Rifiuti nei cementifici, un attacco alla salute

Un nuovo attacco alla salute viene portato dallo schema di Decreto Presidenziale approvato del Consiglio dei ministri il 26 ottobre 2012 ed inviato al Parlamento. E’ un provvedimento che disciplina la combustione di rifiuti nei cementifici, in parziale sostituzione di combustibili fossili tradizionali. Esso aggrava pesantemente quanto già previsto dal D. M. Sviluppo Economico del 6 luglio 2012, con cui il ministro Passera aveva liberalizzato la speculazione legata alla produzione di energia da impianti a biomassa agricola.
La nuova proposta legislativa riguarda l’utilizzazione “energetica” del Combustibile Derivato Rifiuti (C.D.R.), riclassificato come Combustibile Solido Secondario (C.S.S.). Il CSS, non più definito “rifiuto urbano”, ma “rifiuto speciale”, viene esentato dall’obbligo di essere trattato entro i confini regionali, diventando un prodotto industriale “di libera circolazione” che va a sostituire i combustibili tradizionali nei cementifici ed entra nel business dello smaltimento dei rifiuti.
La previsione di bruciare la parte combustibile di rifiuti indifferenziati negli inceneritori è una grave scelta dal punto di vista ambientale e sanitario. Da un lato vengono esposte le popolazioni al rischio di patologie cancerogene derivate da inquinamento atmosferico da polveri sottili ed ultrasottili, mentre dall’altro, a causa dell’incentivazione con CIP6 e Certificati Verdi, viene di fatto impedito l’avvio dell’industria del riciclo.
Ma bruciare rifiuti nei cementifici è di gran lunga più pericoloso che bruciarli negli inceneritori.
I cementifici risultano più inquinanti degli inceneritori in quanto non dotati di specifici sistemi di abbattimento delle polveri e tanto meno dei microinquinanti, e sono inoltre autorizzati con limiti di emissioni più alti. Il limite per le diossine passa da 0,1 nanogrammi/mc negli inceneritori a 10 ng/mc nei cementifici, cioè 100 volte di più.
Diversi cementifici inoltre sono inseriti a ridosso di centri urbani già pesantemente inquinati come Colleferro nel Lazio, Barletta e Taranto in Puglia, Rezzato in Lombardia, Monselice in Veneto, Maddaloni in Campania con le conseguenza di provocare un’escalation di contaminazione.
La Campagna Nazionale “Legge Rifiuti Zero”, con la sua rete di oltre 150 associazioni nazionali e locali, coordinamenti regionali e comitati locali in diciotto Regioni diverse, chiede di fermare questa proposta ed ogni qualsiasi decisione in merito.
Lanciamo una mobilitazione generale per fermare il proseguimento dell’esame in Commissione Ambiente, anche in vista del deposito a breve del Testo di Legge di Iniziativa popolare che prevede la moratoria sino al 2020 per gli inceneritori ed i cementifici che utilizzano rifiuti e la revoca degli incentivi che consentono di sopravvivere a queste industrie tossiche, insostenibili per l’ambiente e per la salute.
25 gennaio 2013
Campagna Nazionale “Legge Rifiuti Zero”
Piazza Vittorio Emanuele II, 2 – Roma
leggerifiutizero@gmail.com
Tel. 340 371 9350

http://www.zerowastelazio.it/1/campagna_nazionale_a_legge_rifiuti_zeroa_a_elenco_aderenti_1133975.html

Convegno a Terni

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  A Terni si è tenuto il convegno “Inceneritori e salute: nessun rischio ? ”


Sabato 12 Gennaio hanno partecipato in molti all’incontro pubblico organizzato dal Comitato “No inceneritori” e dall’Associazione “LiberaMente”.
Il Dottor Gianni Vantaggi, il professor Giorgio Nenci, ordinario di medicina interna presso l’Università degli studi di Perugia, il Dottor Valerio Gennaro responsabile del centro operativo regionale Liguria del registro nazionale mesoteliomi e fa parte dell’Istituto Nazionale tumori, tutti e tre aderenti all’organizzazione “ISDE – Medici per l’ambiente”, hanno illustrato le problematicità ed i rischi per la salute in un territorio che ospiti uno o più inceneritori.
Durante la combustione un inceneritore emette sostanze altamente tossiche e diossina, che possono entrare nell’organismo umano, depositarsi sulle piante che mangiamo o con cui si nutrono i nostri animali arrivando anche lontano dal luogo di immissione in aria. Altro pericolo sono le nanoparticelle, distinte in PM10, catturabili dai filtri installati nell’inceneritore, e ultra sottili come PM 2,5 o PM 0,1 che invece non possono essere bloccate, inducendo l’insorgere dei tumori.
Ancora, un kW di energia ricavato dall’incenerimento di rifiuti costa due-tre volte un kW derivante dalla combustione di gasolio; e cosa si può incenerire? Essenzialmente plastiche, gomma, carta e legno, ossia materie ad oggi differenziabili e quindi riciclabili. Sotto accusa quindi la convenienza dell’affidarsi all’incenerimento invece di puntare sulla raccolta differenziata, la cui media Umbra nel primo semestre del 2012 era ancora del 45%. Una raccolta differenziata spinta rende antieconomico un inceneritore: a Verona il riavvio dell’impianto di Ca’ del Bue è stato bloccato recentemente; a Brescia dove il fermo dell’inceneritore è stato determinato da un’indagine, la quantità di rifiuti da bruciare è diminuita.
Le cittadinanza è venuta a conoscenza di esperienze virtuose come il “Centro riciclo Vedelago” e il “Centro di ricerca verso rifiuti zero di Capannori (Lucca)”, eccellenze italiane nella ricerca e messa in opera del recupero di rifiuti.

Secondo i relatori la scelta di incenerire è strettamente politica. Il ruolo dei cittadini è quello di chiedere che vengano verificate le ripercussioni della presenza di tali impianti sul territorio, come quello ancora in attività che a Terni brucia pulper di cartiera (carta e plastiche). Con quali mezzi? Presentare un esposto motivato da studi già effettuati in altri territori in cui sono presenti inceneritori, in ragione dei quale va pretesa l’applicazione del principio di precauzione.

Eleonora Porcacchia

Comunicato stampa del comitato No Inceneritori Terni

  “A Terni si muore di cancro perché è una città in cui molti impianti industriali producono sostanze nocive”
Comitato no inceneritori Terni


La conferenza “Inceneritori e salute: nessun rischio?” di sabato 12 gennaio sarà un appuntamento importante per accrescere la conoscenza complessiva delle problematiche legate all’incenerimento, e per far crescere la mobilitazione contro l’inceneritore di ARIA spa, convinti che questa sia una giusta battaglia che la città si merita di vincere.

E’ la prima iniziativa che facciamo completamente dedicata all’aspetto medico, in cui interverranno solo esperti del settore; altre volte abbiamo avuto con noi medici ma all’interno di momenti pubblici in cui si è cercato di dare una visione complessiva del tema rifiuti/incenerimento. Il motivo è semplice: non abbiamo mai tollerato l’uso strumentale della salute come spauracchio per stimolare la partecipazione, ma abbiamo sempre voluto ampliare l’analisi fino a comprendere tutti gli elementi di contrarietà all’incenerimento; elementi che pongono una critica al modo di produrre merci che l’attuale sistema economico mette in campo, trasformandoci in individui produttori di montagne di rifiuti, di cui spesso siamo inconsapevoli. Soprattutto siamo stati resi ignoranti del fatto che non solo è possibile ridurre i rifiuti a monte, ma è anche possibile trasformarli in risorsa, differenziando, riducendo, riusando, limitando sempre di più il ricorso alle discariche ed eliminando in toto l’uso dell’inutile incenerimento.

Questi argomenti stanno diventando sempre di più sapere comune e condiviso, e soprattutto pongono il problema dell’incenerimento al centro di una discussione che parte dai rifiuti ma arriva a parlare di strategie future di sostenibilità reale.

Abbiamo però voluto costruire un momento pubblico di alto profilo scientifico convinti che sia necessario e urgente creare i presupposti affinché in città il dibattito sulla salute e le sostanze inquinanti esca dal pantano in cui si trova, schiacciato da continui tentativi di “riduzione alla normalità”, di letture che hanno sempre il solo obbiettivo di ricondurre tutto “all’interno delle soglie consentite dalle direttive”. Per non considerare poi quegli scienziati e istituti di ricerca che negano il legame tra polveri da combustione e patologie. Questo sta diventando davvero insopportabile. E soprattutto, e questo è ciò che ci interessa, non si pone il problema della soluzione.

A Terni si muore di cancro perché è una città in cui molti impianti industriali producono sostanze nocive. Il riscaldamento e il traffico veicolare fanno da triste corollario a questa realtà. L’inceneritore da ciliegina.

Ci chiediamo perché ogni qual volta venga sollevato il problema dell’inquinamento dell’aria anziché porsi nell’ottica di individuazione di politiche attive orientate alla sua soluzione, ci si sente rispondere dall’amministrazione e dalle agenzie preposte che in fin dei conti è appunto tutto “dentro i limiti consentiti”, e nessuno di questi che invece prenda fonte per fonte di inquinamento e per ciascuna individui una strategia di superamento, rimozione, miglioramento e quindi di soluzione. L’inceneritore è sotto tutti i punti di vista una non-soluzione, perché la Regione e la Provincia, conoscendo la criticità della situazione ambientale della conca, hanno rinnovato le Autorizzazioni ad ACEA? Questo impianto produrrà ogni anno 5mila tonnellate di polveri sottili che si accumuleranno nei nostri corpi e nell’ambiente, generando solo profitti per l’impresa con una minima ricaduta occupazionale: pura e sempre socializzazione dei danni. L’inceneritore incide sull’inquinamento atmosferico della Conca per un 5%? Ammesso che sia vero saranno comunque cinque mila tonnellate l’anno le polveri emesse dal suo camino, citando il noto climatologo Luca Mercalli “tante 0,1 portano a un cancro”.

Sarà importante che nei mesi che verranno tutti coloro che come medici e ricercatori avranno la volontà di dare il loro contributo, si facciano avanti. E’ necessario e urgente che chi di noi ha le competenze tecniche e scientifiche si metta a servizio di una lotta decennale fino a chiudere per sempre il capitolo incenerimento. Altri medici e professionisti lo stanno già facendo.

Sabato 12 gennaio 2013, ore 16,00 – Sala rossa, Palazzo Gazzoli – TERNI

Comitato No Inceneritori Terni